A quattro lunghi mesi dall’ultimo post, una riflessione sul significato di
questo devlog e qualche nuovo cenno vitale riguardo allo stato di sviluppo del
MUD sono opportuni.
L’approccio sbagliato
Prendendo ad esempio proprio l’ultimo articolo, contenente una serie di
futuribili considerazioni sul combattimento, risulta evidente che
l’introduzione di massimi sistemi prima che vengano progettati e testati è
scarsamente compatibile con un devlog che non voglia
essere d’intralcio all’attività di sviluppo vero e proprio. “Soft commitment” e
toni ipotetici si sono di fatto tradotti nel cercare di evitare quello che, in
questa fase, sarebbe stato uno sviluppo più sensato delle relative meccaniche.
Dopo aver esplorato nei post precedenti alcuni dei sistemi fondamentali, è
tempo di fare un passo indietro e guardare il quadro generale. Dove stiamo
andando con Onyrea? Quali sono le aspirazioni del progetto?
Al cuore della visione di Onyrea c’è un MUD moderno che mira a fondere gli
strumenti meccanico-ruolistici, che abbiamo già iniziato a introdurre, con
un’interfaccia grafica dotata di elementi punta-e-clicca.
Ogni progetto inizia con un primo passo. Per capire da dove partiamo, vale la
pena ripercorrere brevemente la storia dei MUD in Italia.
Un po’ di storia
Al panorama muddico italiano non è mancato davvero niente. Dai fulgidi esempi
di MUD classici o old-school, alcuni dei quali con community tuttora in
discreta salute, fino all’epocale apripista che fu The Gate, con un
client proprietario e con il GDR come caposaldo dell’interazione fra giocatori.