Schivare, parare, bloccare
Negli ultimi due post abbiamo osservato il combattimento dal lato di chi attacca: critici, peso dell’arma, cenni sui dadi. Oggi guardiamo dal lato di chi i colpi li riceve.
Quando il tiro per colpire stabilisce che un attacco ha i requisiti per andare a segno, non è ancora detta l’ultima parola. Il personaggio bersaglio dispone di tre difese: schivare, parare, bloccare.
Le tre difese
Il giocatore può decidere quanto investire nelle difese che ha a
disposizione. Il comando dedicato è combattimento.
combattimento schiva: concentrarsi sulla schivata.combattimento para: concentrarsi sulla parata.combattimento schiva para: schiva come primaria, parata come ripiego.combattimento para schiva: viceversa.
Il blocco non è selezionabile: se c’è uno scudo, si tenterà sempre di bloccare.
Il comando, senza argomenti, mostra un riassunto delle preferenze correnti.
Limitazioni
Nessuna delle tre difese è gratuita né universalmente migliore.
La schivata soffre il peso. Più oggetti si trasportano, meno efficacemente si schiva, e a pieno carico si riduce a poco più di un’intenzione.
La parata dipende non solo dall’abilità del difensore nella parata stessa, ma anche da quanto bene sa usare l’arma che impugna.
Il blocco soffre la concorrenza. Lo scudo è uno strumento eccezionale quando è l’unica difesa attiva, ma rende molto meno se si sta già tentando di schivare e parare.
Ogni difesa effettua un tiro, e vince quella con il margine di successo più ampio. Se almeno una riesce, l’attacco è completamente evitato.
Rinunciare alla difesa
Le difese si possono anche spegnere del tutto. Con
combattimento difesa no il personaggio incassa ogni colpo che arriva. È una
scelta che ha senso in pochi contesti narrativi: un allenamento controllato,
una sottomissione, una scena di esecuzione.
Cosa vede il giocatore
Le tre difese si traducono in verbi distinti (schiva, para, blocca), e quando il margine di successo è particolarmente ampio compare un avverbio di qualità.
In conclusione
Una buona difesa fa la differenza tra sopravvivenza e sconfitta in mischia. Le scelte relative all’equipaggiamento, quindi, sono ancora più importanti: ogni grammo che si aggiunge ha ricadute ampie non solo sui danni, ma anche sulla capacità di evitare il prossimo colpo.